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Pancakes Coreani (pajeon)

Prep Time

5 Minuti

Cottura

Porzioni

5 Minuti

4 Persone

Difficoltà

Facile

Descrizione

I pancakes coreani, detti anche pajeon o "pizza coreana", sono una specialità asiatica davvero da provare almeno una volta nella vita. Si tratta di deliziose frittelle di pastella e verdure, perfette come antipasto, spuntino o piatto unico. Esistono varianti con frutti di mare, carne o kimchi (il cavolo fermentato tipico della cucina coreana), ma oggi ve li propongo in versione vegetale.
Prepararli è semplice, divertente e anche sostenibile: è un modo perfetto per usare le verdure che avete in casa, ridurre gli sprechi e provare qualcosa di nuovo senza rinunciare al gusto.

Ingredienti


  • 160 ml di acqua fredda

  • 120g di farina 00

  • 1 cipolla tagliata a rondelle sottili

  • 1 carota tagliata a julienne

  • 1 zucchina tagliata a julienne

  • Sale q.b.

  • Olio di semi per friggere


Per la salsa di accompagnamento:

  • 2 cucchiai di salsa di soia

  • 1 cucchiaino di aceto di riso (o aceto di mele)

  • 1 pizzico di peperoncino (opzionale)

  • Semi di sesamo per decorare

Procedimento

Step1

In una ciotola, mescolate la farina, l’acqua e un pizzico di sale fino a ottenere un composto liscio e omogeneo.


Step2

Incorporate la cipolla, la carota e la zucchina alla pastella, mescolando bene per distribuirle uniformemente.


Step3

In una padella antiaderente, scaldate un filo d’olio di semi. Versate un mestolo di pastella e stendetelo con il dorso di un cucchiaio per formare un pancake sottile. Cuocete a fuoco medio-alto per 3-4 minuti per lato, finché non saranno dorati e croccanti. Ripetete con il resto della pastella.


Step4

Mescolate in una ciotolina la salsa di soia, l’aceto e, se gradite, un pizzico di peperoncino. Decorate con semi di sesamo.


Perché Amo Questo Piatto

Adoro i pajeon per la loro versatilità: potete personalizzarli con gli ingredienti che preferite e ottenere sempre un risultato goloso. Inoltre, sono un modo creativo per mangiare più verdure, senza neanche accorgersene. E poi, diciamolo: è sempre bello portare un tocco internazionale in tavola, no?

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